Sushi: il decalogo del nutrizionista

Vi ricordate la prima volta che avete mangiato sushi? Io sì, benissimo. Ero a Roma, avevo 20 anni esatti e lavoravo per un mensile locale. Scrivevo anche i testi delle pubblicità del giornale. E quel giorno mi era stato chiesto di farlo per uno dei soli due ristoranti giapponesi che esistevano allora a Roma. Si chiamava Rokko e la proprietaria aveva insistito perché assaggiassi praticamente tutto il menu. Non potevo, secondo lei, scrivere nulla, neanche di pubblicitario, sul sushi senza averlo mai provato. Mi ricordo ancora la sensazione del pesce crudo al palato. Ma più ancora mi ricordo il wasabi. Come tutti i neofiti ne avevo preso un pezzetto con le bacchette senza sapere cosa fosse. Tutto era nuovo, curioso, strano. E mi piaceva moltissimo.

Quindici anni dopo, il sushi mi piace ancora da impazzire. Abito a Milano, e qui c’è un ristorante giapponese ogni 100 metri (anche se quelli davvero buoni, “originali” giapponesi sono pochi. E per quanto mi riguarda, buonissimi). Il sushi per me è l’opposto di strano, nuovo e curioso. È un’abitudine che ho praticamente ogni settimana. Non solo perché lo adoro, ma anche perché è un ottimo modo di uscire e godermi una serata con gli amici a basso livello di grassi e calorie. Nonché un “salvavita”: quante volte sono tornata a casa dal lavoro tardi, col frigo vuoto e il ristorante sotto casa mi ha accolto con un sorriso e un sashimi senza tonno-alghe-edamame? Sofia ormai conosce a memoria tutte le varianti della mia ordinazione tipo.
Il sushi è un ottimo alleato dell’alimentazione, mi spiega il biologo nutrizionista Luca di Tolla. Gli ho chiesto un vademecum e lui, prontamente, mi ha dato un decalogo. Eccolo, lo condivido con voi.

Numero 1: “Il pesce crudo è un alimento proteico ricco di vitamine A e B, un ottimo supporto per il nostro organismo”.
2: “è ricco di acidi grassi polinsaturi, i famosi Omega 3, gli “spazzini delle arterie” che favoriscono la circolazione e la salute del sistema nervoso. Sgombro e salmone ne sono ricchissimi”.
3: “Così come tutti gli alimenti crudi, il pesce conserva intatte tutte le proprietà nutrizionali”.
4: “Il pesce è poco calorico, e abbinato al riso è molto più facile da assimilare e digerire, con un alto potere saziante. Un nighiri, la palletta di riso con su appoggiata la fettina di pesce, vale circa 30-35 calorie
5: “Il pesce andrebbe mangiato almeno tre volte alla settimana, adottare il sushi una di queste tre volte è un ottimo comportamento alimentare”.
6: “200 calorie di pesce fanno meglio di 200 calorie di formaggio: i formaggi sono ricchi di grassi saturi che tendono a sedimentare e a condensarsi quindi ingrassano di più e soprattutto fanno aumentare il colesterolo LDL”.
7: “Al sushi si abbinano di solito altri alimenti dalle ottime proprietà nutritive: le alghe, ricche di sali minerali e fibre. Il thè verde, che contiene l’antiossidante epigallocatechina gallato. Gli edamame, cioè i fagioli di soia e gli altri alimenti a base di essa: contengono Ginesteina, principio attivo antitumorale, sono un’ottima fonte di proteina e hanno un alto potere idratante, ideale d’estate. È vero che la soia è un alimento spesso contestato, ma come in tutti i casi, è il buonsenso che deve guidarci nel consumo”.
8: “Il sushi è ottimo anche per i bambini, se è controllato e garantito. È un modo per educarli ad un’alimentazione sana, soprattutto in tempi come questi in cui l’obesità infantile è un problema largamente diffuso in Italia”.
9: “Attenti a dove mangiate sushi e in generale pesce crudo. Negli intestini del pesce si annida l’Anisakis Simplex, un verme tossico per l’uomo. Se al momento della pesca il pesce non viene subito eviscerato, la larva può migrare nelle carni. Oltre alla cottura, anche l’abbattitura uccide questo organismo. È quindi fondamentale sapere dove andiamo a mangiare e dove compriamo il pesce. In Italia oggi i controlli sono severi, il pericolo davvero irrilevante, ma il buon senso deve sempre farci da guida”.
10: “C’è, ovviamente, mangiando il pesce, il pericolo di ingerire troppi metalli pesanti, dovuti all’inquinamento dei nostri mari. Ricordiamoci però che i fattori ambientali incidono sulla qualità di tutto il cibo che mangiamo, non solo del pesce. Leggere bene le etichette di provenienza è sempre un ottimo comportamento”.
Di Tolla mi saluta con la sua massima nutrizionale preferita: “Conserva e tratta il cibo come se fosse il tuo corpo, ricordand che nel tempo il cibo sarà il tuo corpo. L’ha scritta nel XVIII secolo Samuel Richardson. È un altro modo di dire che siamo ciò che mangiamo. Dobbiamo quindi trattare il cibo con lo stesso amore e accuratezza che riserviamo – o dovremmo riservare – al nostro corpo. Identificare il piatto con noi stessi è fondamentale per alimentarci bene”.
Quindi, possiamo dire che io sono un po’ giapponese? Arigatò!

 

fonte: http://ricominciodalcavolo.corriere.it/2015/07/16/sushi-il-decalogo-del-nutrizionista/

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