Sushi, storia e ricetta del piatto orientale più amato dai napoletani

La pietanza nasce come metodo di conservazione del pesce, importato dalla Cina in Giappone nel V secolo a.C. Nel 1400 la tecnica inizia ad evolvere in ricetta: il riso non veniva più buttato dopo la fermentazione ma condito con aceto e servito per accompagnare il pesce

Alcuni pensavano fosse solo una moda passeggera, e invece, con gli anni, la cucina giapponese si è ampiamente diffusa anche a Napoli.

Numerosi sono i ristoranti e sushi bar che affollano i quartieri della città. I prezzi dei menù non sono particolarmente economici – una pizza è sicuramente meno dispendiosa di un piatto di sushi – ma la formula “All you can eat” (che consente di mangiare tutto quello che si vuole a patto di non lasciare nulla nel piatto) ha incentivato ancor di più i napoletani ad avvicinarsi e apprezzare la cucina orientale. Negli ultimi anni, giovani e meno giovani sono letteralmente “impazziti” per il sushi: un piatto a base di riso, aceto di riso, pesce fresco, verdure o alghe. In Giappone è un cibo servito quotidianamente, in tantissime varianti, nei numerosi sushi bar, da quelli più eleganti ai banchetti che si trovano ai lati delle strade.

STORIA

Il sushi è nato come metodo di conservazione del pesce, importato dalla Cina in Giappone nel V secolo a.C. Il pesce veniva pulito, salto, inserito in barili di legno e coperto dal riso: il tutto poi veniva pressato. Il riso fermentando aumentava l’acidità all’interno conservando così il pesce. Con il passare dei secoli, la tecnica si è affinata sempre di più, grazie anche all’introduzione di altri ingredienti come l’aceto di riso, che ancora oggi fa parte della preparazione. Intorno al 1400, durante il periodo Muromachi la tecnica inizia ad evolvere in ricetta, infatti il riso non veniva più buttato dopo la fermentazione ma veniva condito con aceto e servito per accompagnare il pesce. Il primo sushi bar risale all’inizio dell’Ottocento quando Yohei Hanaya iniziò a servire al suo banchetto il “nigiri sushi”, un bocconcino di riso aromatizzato all’aceto con sopra una fettina di pesce crudo. Il merito di Hanaya fu quello di aver ridotto drasticamente i tempi di preparazione del sushi tradizionale e per questo, il piatto si diffuse molto rapidamente in tutto il Giappone. Preparare il sushi è un’arte che viene insegnata da uno shokunin anziano, maestro di sushi, a un aspirante shokunin, che deve imparare tutte le tecniche.

 
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