Manzo di kobe: mille euro al chilo!

Infatti, è proprio su quest’isola – precisamente nella città di Kobe – che è nato il mito della carne da 1000 (diconsi mille) euro al kilogrammo, ricavata dal manzo che prende il nome dalla stessa città di origine.

Molti, ovviamente, si chiederanno: ma che cosa avrà di tanto speciale questo bovino per giustificare un prezzo al consumo così elevato? In realtà, l’animale da cui si ottiene la “preziosa” bistecca non ha caratteristiche intrinseche tali da giustificare questo elevato valore commerciale, la particolarità sta nel singolarissimo metodo di allevamento.

Il manzo di Kobe ha un proprio marchio registrato e depositato e, per fregiarsi di questo nome, deve essere in possesso di determinati requisiti: innanzi tutto deve essere un manzo Wagyu (Wa significa Giappone e gyu significa bue) di razza Tajima, deve essere nato nel distretto di Hyogo e, alla macellazione, il peso non deve superare i 470 Kg.

Fieno, birra e… carezze

Ma la vera chicca è il trattamento riservato all’animale durante l’accrescimento: esso, con l’ausilio di guanti di crine appositamente ideati, viene quotidianamente massaggiato e sottoposto ad un regime alimentare a base di derivati della soia, crusca, fieno, granaglie e, soprattutto nel periodo estivo, gli viene somministrata della birra o del sake (una bevanda alcolica ottenuta attraverso la fermentazione di riso, acqua e spore koji)  per favorire la digestione e fare in modo che mangi il più possibile.

Il giusto mix di carne e grassi

Questo “speciale” trattamento ha lo scopo di garantire alla carne un elevato livello di “marmorizzazione”, ovvero la formazione di una notevole quantità di grassi non accumulati intorno al muscolo ma distribuiti all’interno della massa muscolare, conferendole un aspetto striato simile, appunto, a quello del marmo. Sono proprio queste striature a rendere la carne di Kobe particolarmente tenera, saporita e straordinariamente costosa.

Il prezzo della carne dipende dalle striature

Il prezzo, infatti, viene determinato in base al livello di “marmorizzazione” della carne facendo riferimento ad una scala che va da 1 a 12: più sono le striature, più il livello è elevato, più sale il prezzo che, come detto, può arrivare fino a 1000 euro al Kg.

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