Molti di voi si chiederanno quali siano le abitudini alimentari dei giapponesi, gli orari, i cibi che consumano durante la giornata, le loro usanze nel momento del pasto.

Mi piacerebbe dedicare alcuni articoli su questo argomento esplicandovi e descrivendovi ogni singolo pasto, esordendo con la colazione che in Giappone è tanto particolare quanto ricca.

Se noi italiani abbiamo a mala pena iniziato ad abituarci alla colazione all’inglese o all’americana fatta di uova e bacon, difficilmente riusciremo ad apprezzare quella giapponese nella sua totalità.

Il primo pasto giapponese è molto abbondante e come portate principali prevede del riso bollito (rigorosamente senza sale) talvolta arricchito da semi di sesamo neri e brodo di miso: queste due pietanze generalmente sono fisse, non cambiano. All’interno della zuppa di miso si trovano cubetti di tōfu, pezzi di cipolla verde galleggianti, pesce essiccato, alghe. Riso e brodo fanno da accompagnamento a numerose cibarie. Eccone alcune:

Pesce bollito: i più gettonati per la colazione sono il salmone saltato in padella e lo sgombro essiccato.
Tsukemono, sottaceti tipici della cucina giapponese serviti in piccoli pezzi. Ci sono cocomeri, melanzane, carote, cavolo, zenzero, cipolle ecc. Il tradizionale tsukemono alla prugna è chiamato umeboshi.

La colazione, in giapponese asa gohan (asa= mattino e gohan = pasto), si consuma – come tutti i pasti del resto – su un tavolino basso a gambe incrociate; è un’esperienza da fare almeno una volta durante la propria permanenza nel Paese, specialmente se si soggiorna in uno ryokan, dove la colazione più che un pasto è considerata un rito.

Il nattō (fagioli di soia fermentati dalla consistenza vischiosa): può essere condito con salsa di soia o amalgamato al riso bollito caldo.

Alghe nori che si possono riempire di riso creando così degli involtini dall’involucro croccante.

Tamagoyaki, l’omelette giapponese che può essere dolce o salata, vuota o ripiena.

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